MULINI
Nei territori ricchi di acque come il nostro i mulini fino a pochi anni fa al centro della vita economica erano molto frequenti e producevano ricchezza e benessere. Nei mulini che utilizzavano l’acqua come forza motrice c’erano le macine per frangere i cereali, magli per la lavorazione dei metalli, seghe per tagliare il legno, pile per ripulire il riso, folloni e maccioli per lavorare lana e lino etc. Sappiamo che dal 1300 in poi a Gruaro risultavano in attività almeno 6 opifici idraulici, uno dei quali – quello de La Sega – ancora parzialmente in funzione ai nostri giorni (anche se azionato ad energia elettrica).
L’elenco che segue da’ un’idea della attività molitoria nei secoli e della sua importanza economica nel territorio:
MULINI DI STALISQuesto complesso molitorio che si trova sull’antico percorso che univa Cordovado all’antica abbazia sestense deve il nome alla presenza in zona di stalle - stabulis. Si tratta di due mulini sul Lemene, il più antico è citato in documenti del 1432, il più recente risale alla fine del XIX sec. Funzionarono fino agli anni ‘70, poi furono dismessi. Recentemente l’Amministrazione Comunale li ha acquisiti e restaurati. La località di Stalis, immersa nel verde e ricca d’acque, fu fonte d’ispirazione letteraria e teatro di alcune vicende narrate dal Nievo nelle “Confessioni”. Non lontano si trova la celebre fontana di Venchiaredo.
MULINI DI BOLDARAL’imponente fabbricato che si trova sulla sponda del fiume Lemene è documentato dal XV sec. Gli ultimi ampliamenti sono stati realizzati negli anni Cinquanta. E’ una delle poche grandi strutture molitorie che hanno contribuito a rendere economicamente importante questo territorio a partire del medioevo fino al XIX sec. Attualmente il fabbricato è in stato d’abbandono e non è visitabile, ma il sito merita una visita per il fascino dell’ambiente che si è conservato attorno al fiume.
MULINO DI LA SEGA
La frazione di La Sega, posta all’estremo sud del Comune di Gruaro, deve il proprio nome all’opificio idraulico sul Reghena, in funzione fino a pochi anni fa, in passato legato anche all’attività del taglio di tronchi d’albero. La prime notizie della sua esistenza risalgono al 1435. Verso il 1600, al tempo della sua massima espansione, l’edificio possedeva ben otto ruote da macina ed un maglio per la lavorazione del lino e, in seguito, anche una sega,una pila e una mola “da guar”. Attualmente si trova in comune di Cinto Caomaggiore.
MULINO DI GRUARO
Si trova sulla Roggia Versiola, affluente del Lemene. E’ citato in un documento del 1344. nel ‘700 risultava appartenente alla famiglia Terrani, la stessa che era anche proprietaria dell’attuale Casa per Anziani. Chiuso negli anni ’70 conserva ancora al suo interno parte dei macchinari. Attualmente non è visitabile.
MULINO DI NOGAROL
Il toponimo rimanda all’albero del noce. Questo antico mulino, ora scomparso, sorgeva alla fine della via detta del Battiferro dove essa si immette sulla strada statale. Ricordato in un documento del 1270, appartenne per molto tempo alla località di Cintello. Entrò poi a far parte del territorio di Gruaro durante il periodo napoleonico.
MULINO DI BAGNARA
Le prime notizie sul molino di Bagnara risalgono ai primi anni del ‘400. Nei secoli successivi andò crescendo di importanza fino alla sua scomparsa verso la fine del secolo XIX . Ebbe vari proprietari fra i quali gli Attimis e gli Ortolani. Dal ‘700 in poi risulta gestito dalla celebre famiglia di mugnai Brussolo, che troviamo presenti anche a Stalis.
LAGO AZZURRONella frazione di Giai, in un contesto ambientale particolarmente suggestivo, delle cave di ghiaia per un’estensione di circa 70.000 mq. sono state intelligentemente riconvertite in un sito adatto allo svolgimento di attività a carattere ricreativo, con particolare riguardo alla pesca sportiva.
